Le stranezze del tabellone, le possibili soluzioni?

Foto Imago/Insidefoto
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Suarez, Cavani, Cristiano Ronaldo, Pogba, Griezmann, Messi, Higuain, Neymar, Hazard da un lato, Iniesta, Modric, Kane e poco altro dall’altro. La fase a gironi di Russia 2018 ha prodotto un tabellone a eliminazione diretta terribilmente squilibrato: la parte alta vede quattro ottavi che sembrano quarti, con la possibilità che nei quarti veri si affrontino i due grandi rivali, la parte bassa promuoverà certamente almeno un paio di sorprese nelle prime otto (quattro anni fa la Danimarca e la Svezia non c’erano, mentre la Croazia andò fuori ai gironi; la Svizzera ha invece la grande opportunità di confermare il risultato brasiliano dei quarti di finale) e riserverà un cammino potenzialmente meno duro – ma comunque da non sottovalutare – alla zoppicante Spagna e all’Inghilterra. Proprio i Tre Leoni sono stati protagonisti di un secondo tempo dell’ultima gara contro il Belgio in cui – eufemismo – non hanno cercato con ferocia il pareggio dopo il gol dell’1-0 di Adnan Januzaj, per avere la certezza di finire nel lato giusto del tabellone, possibilità garantita da una griglia composta al momento del sorteggio dei gironi, avvenuto a dicembre dello scorso anno.
Niente di nuovo sotto al sole, visto che la formula della Coppa del Mondo è la stessa ormai dal 1998, ma davvero non c’è modo di riuscire a evitare questi aggiustamenti strategici? Saremo ancora costretti a vedere immagini decisamente sui generis come quelle degli ultimi minuti di Inghilterra-Panama, in cui i giocatori di Southgate, su un 6-1 che pareggiava perfettamente la classifica con il Belgio, non sapevano se affondare ulteriormente il colpo per raggiungere la testa della classifica o fermarsi per non doversene poi pentire?
La risposta è più complicata di quanto si possa pensare. Le ipotesi di un cambiamento di formula per quanto riguarda gli accoppiamenti della fase a eliminazione diretta sono tante, varie e potrebbero di per sé aggiungere qualcosa al torneo sotto ogni aspetto. Pensate a un sorteggio, magari da effettuarsi in pubblico nella piazza principale della Capitale della nazione dove si gioca il torneo: un evento nell’evento che aggiungerebbe valore (anche economico) alla competizione e creerebbe pathos anche in una giornata priva di gare. Un pathos ancora maggiore se si ordinassero in una classifica per punti, differenza reti e gol segnati le 8 prime classificate e si permettesse loro di scegliere in ordine meritocratico la propria avversaria negli ottavi di finale tra le seconde degli altri gironi. Una formula che, ad esempio, è stata utilizzata nella vela: nell’edizione 2007 della Louis Vuitton Cup (il torneo che designa l’equipaggio sfidante del defender dell’America’s Cup) al termine del round robin, con 4 equipaggi qualificati per le semifinali, la prima in classifica ebbe l’opportunità di scegliersi il proprio avversario. Le implicazioni di dare a una squadra l’opportunità diretta di selezionare la squadra con cui giocarsi l’accesso ai quarti sarebbero molteplici, sotto ogni punto di vista: anche qui si potrebbe organizzare una cerimonia che avrebbe un audience spaventoso, un contenitore di storie come la Coppa del Mondo ne avrebbe tante altre da raccontare e, soprattutto, nella fase a gironi ogni squadra avrebbe interesse non solo a vincere il proprio raggruppamento, ma anche ad arrotondare il più possibile ogni punteggio per migliorare la propria differenza reti e assicurarsi una pick migliore.
C’è però una differenza sostanziale. Nei tornei velistici, tutte le squadre si trovano ovviamente nella stessa città, mentre in un mondiale, magari svolto in una nazione estesa come la Russia o in più nazioni come accadrà nel 2026 (torneo assegnato a Canada, Stati Uniti e Messico, praticamente un continente) il fattore logistico diventa determinante. Nella formula attuale, c’è solo un giorno di pausa tra la fine della fase a gironi e l’inizio degli ottavi, che partono con le sfide tra le squadre dei primi gruppi, che hanno dunque il tempo di pianificare trasferimenti e pernottamenti nella città della partita, sapendo già da mesi data, orario e soprattutto città dove si va disputare il match. Un tabellone dinamico porta evidenti difficoltà da questo punto di vista, costringendo – nella migliore delle ipotesi – l’organizzazione a dilatare i tempi (già relativamente lunghi, visto che parliamo di un torneo che dura un mese intero) della competizione: servirebbero infatti dei giorni “vuoti” per permettere alle delegazioni di spostarsi. Senza contare possibili svantaggi cronologici: facendo riferimento all’attuale calendarizzazione delle partite dei gironi, accoppiare la vincente del gruppo A alla seconda del gruppo H, ad esempio, significherebbe permettere alla prima di giocare dopo molti più giorni di riposo rispetto alla propria avversaria, dando peso a un fattore – la sorte – già di peso specifico molto alto in uno sport a punteggio basso come il calcio e ancor più potenzialmente determinante in un torneo a eliminazione diretta. Troppo controllo o poco controllo, una situazione che sembra non avere una soluzione con questa formula del torneo. Magari anche per questo dal 2026 si passerà a 48 squadre con 16 gironi da 3 e una fase a eliminazione diretta che comincerà dai sedicesimi di finale, con dunque (letteralmente) meno possibilità di stare a far calcoli e più partite da giocarsi alla morte, fino all’ultimo secondo, con tutta la voglia possibile di vincere per andare avanti.

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