Il segreto della Croazia

Xinhua/Imago/Insidefoto
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La Croazia guidata da Dalic è la sorpresa del Mondiale russo. Non perché si nutrissero delle perplessità sulla qualità dei biancorossi, ma perché nelle due gare giocate contro la Nigeria e l’Argentina hanno messo in mostra un gioco sorprendente per qualità, solidità e concretezza. La solidità, la credibilità di un gruppo passa attraverso molti episodi, uno di questi è quello relativo a Kalinic. Il giocatore del Milan, durante la partita inaugurale, si è rifiutato di entrare in campo fingendo un mal di schiena: questo a mister Dalic non è andato giù e, pur di non compromettere l’integrità dello spogliatoio, ha preferito rinunciare ad una risorsa importante che all’interno della competizione sarebbe tornata utile. Nonostante Kalinic sia stato tra i protagonisti della qualificazione al Mondiale, il giocatore rossonero ha siglato due gol, contro il Kosovo e quello decisivo contro l’Ucraina. Eppure i croati, pur avendo un elevato tasso tecnico hanno avuto bisogno degli spareggi per qualificarsi essendo arrivati alle spalle proprio dell’Islanda, che ritroveranno nell’ultima gara del girone.

LE QUALIFICAZIONI – La differenza nel girone eliminatorio l’ha fatta soprattutto il pareggio con la Turchia alla prima partita: infatti negli scontri diretti la Croazia era addirittura in vantaggio, avendo vinto per 2-0 in casa grazie alla doppietta di Brozovic, per poi soccombere in Islanda per 1-0. Nello spareggio contro la Grecia i biancorossi si sono trasformati e probabilmente lì è nata la squadra che sta sorprendendo tutti in questo Mondiale. Già nella gara di andata, giocata a Zagabria, il risultato è stato messo in ghiaccio grazie ad un roboante 4-1. Protagonista anche lo stesso Kalinic, che ha siglato il secondo gol.

 

LA FORZA DELLA CROAZIA – La grande forza di questa squadra però si trova anche nei suoi giocatori che, pur avendo delle caratteristiche molto diverse tra di loro, riescono a risultare omogenei all’interno dello scacchiere tattico di Dalic. Un altro dei segreti di questa squadra consiste nel fatto che tutti i suoi giocatori, oltre ad avere un grande talento, sono assoluti protagonisti nei campionati più importanti d’Europa. Lovren, ad esempio, è un punto fermo del Liverpool vice Campione d’Europa, possiede un grande senso della posizione che, unito alla potenza fisica e a un eccezionale gioco aereo, lo erige a baluardo vero e proprio della difesa. Per quanto riguarda la solidità e la concretezza c’è un giocatore che più di tutti ha riassunto in sé queste caratteristiche: Mario Madzukic. Lo juventino, impiegato nel suo ruolo naturale di punta, non smette mai di lavorare per la squadra, proprio come fa nel suo club. Lo vediamo lì davanti a sgomitare, a lottare su ogni pallone e poi quando capita l’occasione giusta a segnare. Nell’economia della squadra la sua presenza è fondamentale per gli equilibri e il lavoro di copertura che garantisce. Basti pensare che sia nella gara contro la Nigeria che in quella contro l’Argentina tra i 22 giocatori in campo, dopo Rebic, lui è stato il giocatore che ha commesso più falli in entrambe le partite. Questo la dice lunga  sull’impatto che ha il 32 croato sulle gare e del peso anche in fase difensiva. La Croazia però non è solo muscoli e dinamismo ma anche tecnica, fantasia e genialità. Soprattutto nel triangolo magico Modric – Rakitic – Brozovic. Sui primi due c’è veramente poco da dire: sono punti fermi delle due squadre più forti del mondo, fanno la differenza sempre e comunque e hanno raccolto a pieno l’eredità di Boban. Sul terzo invece c’è da parlare: Brozovic è un talento vero, non all’altezza degli altri due ma da quando è arrivato in Italia, pur avendo nella discontinuità il suo limite, è migliorato in maniera esponenziale, tanto da diventare titolare dell’Inter e della sua nazionale. Infine c’è la ciliegina sulla torta, l’uomo che da solo può far vincere la partita alla Croazia: Ivan Perisic. È un giocatore dotato di una genialità fuori dal comune, croato in ogni sua più piccola caratteristica, anche lui spesso si accende e si spegne ad intermittenza. Se non fosse così probabilmente staremmo parlando di un fenomeno a tutti gli effetti che con i suoi strappi, i dribbling e la cattiveria sotto porta potrebbe far fare molta strada ai biancorossi. Si può dire che virtualmente i croati sono perfetti, perché racchiudono tutte le caratteristiche che devono esserci in una squadra: solidità, concretezza e genialità. Forse la semifinale del ’98 non è più irraggiungibile.

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